Ipertrofia prostatica

Passiamo ora a vedere cosa è l’ ipertrofia prostatica. La prostata, conosciuta anche come ghiandola prostatica, è una ghiandola a forma di castagna presente nell’apparato genitale maschile dei mammiferi.

La sua posizione precisa è a circa 5 cm davanti al retto e al di sotto della vescica.

Si tratta di un organo fibromuscolare e ghiandolare che si sviluppa principalmente durante la pubertà e con l’avanzare dell’età tende a crescere, aumentando di dimensione, per effetto anche dell’azione degli ormoni maschili, tra cui il testosterone.

La sua funzione principale è quella di produrre il liquido seminale, presente nello sperma, che nutre e veicola gli spermatozoi, utili alla riproduzione sessuale e alla fecondazione della cellula uovo.

Un’altra sua funzione molto importante è quella legata ai meccanismi di difesa di tipo immunitario, soprattutto a livello delle vie uro-seminali.

Con il passare degli anni, però, si possono presentare diversi problemi alla prostata, alcuni benigni, altri maligni. Tra le patologie benigne e quindi meno allarmanti c’è l’ipertrofia prostatica.

L’ipertrofia prostatica consiste in un ingrossamento della ghiandola prostatica a causa di una crescita benigna del suo tessuto, determinata da diversi fattori, ma in misura maggiore dallo stimolo degli ormoni steroidei androgeni e degli estrogeni.

Essa rappresenta una delle patologie più frequenti nell’uomo adulto: più del 50% degli uomini dopo i 40 anni si trovano in uno stato che necessita di terapia, mentre dopo i 70 anni la percentuale sale e sono affetti da questa patologia 8 uomini su 10.

I sintomi

L’ipertrofia prostatica si presenta come una modificazione strutturale della ghiandola prostatica

ipertrofia prostatica e problematiche connesse

L’ipertrofia prostatica può causare notevoli problemi di salute all’uomo

già intorno ai 30 anni, ma si manifesta con i primi sintomi dopo i 40 anni. La prostata si ingrossa talmente tanto da comprimere l’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno, rendendo così doloroso e difficoltoso il passaggio dell’urina stessa. Il primo sintomo è la difficoltà ad urinare o la sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica. L’incompleto svuotamento della vescica porta l’uomo ad urinare più spesso del normale, soprattutto di notte. Molto spesso può comparire anche una sorta di gocciolamento di urina al termine della minzione e il bisogno urgente di urinare, a volte con piccole perdite involontarie.

 La situazione può diventare grave passando ad una fase ostruttiva in cui c’è la riduzione, la difficoltà a iniziare la minzione e lo svuotamento incompleto della vescica.

 Diagnosi

Il primo esame diagnostico da effettuare per verificare la presenza di una forma di ipertrofia prostatica è l’esplorazione rettale : essa viene fatta inserendo un dito nell’ano del paziente per verificare lo stato della prostata. La ghiandola prostatica può apparire ingrandita, ma non dolorabile alla palpazione.

 Altri esami utili alla diagnosi sono:

  • Il dosaggio dei livelli ematici di PSA: il PSA è una sostanza proteica prodotta dalla prostata e che serve a fluidificare il liquido seminale. Nel caso in cui nel corso dell’anno i valori registrano un aumento notevole, è opportuno procedere ad ulteriori controlli;
  • l’esame delle urine: in particolare c’è un test che mira a controllare la presenza di Sarcosina, un fattore presente nelle urine degli uomini e che aumenta di molto la sua concentrazione in caso di tumore aggressivo;
  • in certi casi particolari è opportuno effettuare anche un’ecografia prostatica e vescicale per valutare la situazione complessiva dell’apparato uro-genitale.

 Cura

L’ipertrofia prostatica può essere curata in due modi, a seconda della gravità della patologia. In caso di ipertrofia lieve, la terapia è principlamente farmacologica: essa comprende i farmaci antiprostatici che annullano gli effetti degli ormoni maschili sulla prostata e gli alfa-bloccanti che rilassano i muscoli della vescica e della prostata, facilitando il passaggio dell’urina.

 In caso di ipertrofia moderata o più aggressiva, può essere necessario il trattamento chirurgico, solitamente eseguito per via endoscopica.

 La novità maggiore in questo tipo di terapia è associata alla possibilità di utilizzare dei nuovi laser per la chirurgia endoscopica che riducono l’invasività di questi interventi. Si tratta infatti di chirurgia quasi esclusivamente via endoscopica transuretrale: un laser molto preciso taglia il tessuto, permettendo la coagulazione e asportando il tessuto in eccesso. In questo modo si riducono i tempi di degenza e le perdite di sangue, dando così risultati duraturi.

Oltre alle classiche cure mediche, vi sono anche cure alternative: tra queste c’è la serenoa, il principale rimedio fitoterapico, un pianta che è in grado di contrastare l’aumento di volume della prostata. A questa bisogna aggiungere anche l’ortica, i rimedi omeopatici, i fiori di Bach, agopuntura e aromaterapia.

Molti medici consigliano, per prevenire la formazione dell’ipertrofia prostatica, di curare anche la dieta: è consigliato assumere i semi di zucca perché sono ricchi di zinco, un elemento necessario per la salute della prostata. Inoltre, è opportuno evitare alcol, caffeina, proteine e cibi elaborati e assumere molta frutta e verdura.

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